Trento, scambiano un tumore per una puntura d’insetto: A volte, anche un piccolo errore medico può avere ripercussioni sull’intero futuro di una persona. Questa è la storia di Enrico Facchinelli, 52 anni, residente in Trentino. Crede che una diagnosi errata o incompleta in ospedale abbia cambiato il corso della sua vita. Oggi convive con un’invalidità del 67% e soffre di una grave malattia del sangue.
Facchinelli, residente a Lavis (provincia di Trento), lavorava come operaio per un’impresa edile. Un problema apparentemente di lieve entità, iniziato nell’agosto 2023, si è gradualmente trasformato in una grave crisi sanitaria. Sostiene che la malattia non sia stata diagnosticata tempestivamente, causando il peggioramento delle sue condizioni. Ha ora presentato una richiesta di risarcimento all’Azienda sanitaria universitaria del Trentino (ex Apss).
Prima visita al pronto soccorso
Il 20 agosto 2023, Facchinelli si è presentato al pronto soccorso dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Ha lamentato un forte dolore alla caviglia e una colorazione violacea. Il dolore era insopportabile e il gonfiore era evidente.
Dopo una visita preliminare, i medici diagnosticarono una semplice puntura d’insetto. Gli fu assicurato che non si trattava di un problema grave e che si sarebbe risolto in pochi giorni. Con questa sicurezza, tornò a casa.
Ma la realtà era diversa. Invece di attenuarsi, il dolore persisteva. Il gonfiore e il fastidio persistevano. Per mesi, sopportò tutto questo, sperando che forse le cose sarebbero migliorate con il tempo.
Convisse con questo problema per quasi sei mesi. Quando le sue condizioni non migliorarono, decise di consultare nuovamente uno specialista. Fu questa la svolta che rivelò la verità.
Malattia rivelata: diagnosi di tumore del sangue
Nel febbraio 2024, un altro specialista eseguì una visita approfondita. Il medico trovò la situazione sospetta e ordinò diversi esami approfonditi. I risultati degli esami furono scioccanti. Gli fu diagnosticato un tumore del sangue chiamato Policitemia vera (Jak2 positivo). Questa è una malattia che colpisce il midollo osseo e causa una crescita anomala di globuli rossi nell’organismo.
Questa notizia non lo ha sorpreso. Quella che era stata una semplice puntura d’insetto si era trasformata in una grave neoplasia (tumore del sangue).
La cosa più preoccupante era che alcuni parametri di un esame del sangue (emocromo) effettuato nell’agosto 2023 risultavano fuori dai limiti di normalità. Questo avrebbe potuto essere un potenziale segnale d’allarme. Se questi segnali fossero stati presi sul serio e fossero stati effettuati ulteriori accertamenti, la malattia avrebbe potuto essere diagnosticata prima.
Il suo avvocato, Stefano Tomaselli, afferma che se fosse stata condotta una valutazione approfondita durante la visita iniziale, il trattamento avrebbe potuto iniziare prima e la gravità della malattia avrebbe potuto essere ridotta.
Un profondo impatto sulla salute e sulla vita personale
Oggi, Fakinelli è riconosciuto invalido al 67%. Beneficia delle prestazioni previste dalla legge per le persone con disabilità, ma queste non possono compensare la sofferenza fisica e mentale che sta sopportando.
È sposato e padre di due figli. Essendo un lavoratore instancabile, in passato la sua vita si basava sul lavoro fisico. Ora, la malattia ha limitato la sua capacità di vivere. Anche la situazione finanziaria della famiglia ne ha risentito.
Una malattia come il tumore del sangue colpisce non solo il corpo, ma anche la mente. Cure costanti, farmaci, visite ospedaliere e incertezza sul futuro: tutto questo può minare l’autostima e l’equilibrio mentale di una persona.
Afferma che se fosse stata fatta una diagnosi tempestiva e accurata, le sue condizioni avrebbero potuto non essere così gravi. Questo è il punto centrale su cui ruota ora l’intera controversia legale.
Richiesta di risarcimento e ulteriore procedimento legale
Inoltre, Fakinelli ha formalmente presentato una richiesta di risarcimento contro l’istituto sanitario. Non è stata ancora intentata alcuna causa civile in tribunale, ma il procedimento legale è in corso.
L’istituto sanitario ha richiesto solo una copia dell’intera cartella clinica. Nessun funzionario ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla questione.
L’avvocato Tomaselli ha chiarito che un esperto medico-legale indipendente condurrà un’indagine prima di qualsiasi causa formale. Sulla base di questa perizia, i potenziali danni saranno calcolati accuratamente. Se non si raggiungerà un accordo, il caso potrebbe procedere in tribunale civile.
Domande sollevate per il sistema sanitario
Questo caso non si limita alla sofferenza di un singolo individuo. Evidenzia la responsabilità del sistema sanitario nel suo complesso e l’importanza di una diagnosi tempestiva e accurata.
Anche un ritardo di pochi mesi nel cancro o in malattie ematologiche può avere un profondo impatto sulla progressione della malattia. I sintomi iniziali spesso appaiono benigni, ma esami approfonditi e una vigilanza attenta possono a volte salvare vite umane.
Questo incidente rappresenta anche un’opportunità per la comunità medica di riflettere. Tutti i segnali d’allarme sono stati presi con sufficiente serietà? L’intera cartella clinica del paziente è stata analizzata correttamente? Tali interrogativi sorgeranno ora durante le indagini e l’eventuale procedimento giudiziario.
Conclusione
La storia di Enrico Facinelli è una storia di dolore, disperazione e ricerca di giustizia. Crede che il ritardo nella diagnosi della sua malattia abbia avuto ripercussioni permanenti sulla sua salute, sulla sua carriera e sulla sua vita familiare.
I prossimi mesi riveleranno se questo caso verrà risolto in via amichevole o se i tribunali dovranno intervenire. Ma una cosa è certa: una diagnosi tempestiva e accurata è solo questione di tempo. Può determinare non solo la procedura medica, ma il corso dell’intera vita di una persona.
Per ora, Facinelli sta lottando contro la sua salute e attende giustizia, sperando che la sua voce venga ascoltata e che la verità venga a galla.
FAQ
Q. Chi è Enrico Facchinelli?
A. È un operaio di 52 anni residente a Lavis (Trento) che denuncia un presunto ritardo diagnostico.
Q. Qual era il problema iniziale?
A. Si è recato al pronto soccorso per un forte dolore alla caviglia con colorazione violacea.
Q. Qual è stata la prima diagnosi?
A. I medici hanno ipotizzato una semplice puntura d’insetto.