Il nome di Ricky Le Roi non è solo quello di una persona, rappresenta un’intera epoca. Quando dice “Le discoteche non esistono più”, non si riferisce solo alla scomparsa di un edificio o di un modello di business, ma alla perdita di un’intera cultura, di uno stile di vita e di un’esperienza collettiva. Negli anni ’80 e ’90, le discoteche non erano solo luoghi in cui ballare; erano piattaforme in cui i giovani potevano esplorare i propri sogni, la propria identità e la propria libertà. La musica lì non si sentiva solo con le orecchie, ma con il cuore e il corpo. Ogni sera raccontava una nuova storia, ogni lampo di luce accendeva una nuova speranza e ogni DJ set trasportava le persone dalla loro vita quotidiana per qualche ora.
A quei tempi, le persone non si vestivano solo elegantemente, ma ci andavano con una preparazione mentale: che oggi sarebbe successo qualcosa di speciale. Andare in discoteca era un evento, un rituale, che racchiudeva amicizia, amore, competizione ed espressione di sé. Ricky Le Roi ha visto e creato quel mondo, quindi quando dice che i giovani di oggi non sanno nemmeno cosa fosse una discoteca, è più un rimpianto che una lamentela.
Discoteca: non solo vita notturna, un movimento sociale
Quando parliamo di vita notturna oggi, spesso ci limitiamo ai social media, alle storie di Instagram e agli schermi dei dispositivi mobili. Ma ai tempi di Ricky Le Roi, la discoteca era un movimento sociale. Era un luogo in cui persone di diversa estrazione, classe sociale e prospettiva si ritrovavano sulla stessa pista da ballo, alla pari. Non c’erano follower, né like, solo presenza. Se ballavi, sorridevi e ti lasciavi trasportare dalla musica, eri parte della serata.

Le discoteche hanno dato ai giovani l’opportunità di scoprire se stessi. Molti si sono sentiti sicuri di sé lì per la prima volta, si sono innamorati per la prima volta e hanno vissuto liberamente, dimenticando per la prima volta le proprie paure. Persone come Ricky Le Roi non erano solo uomini d’affari o promoter; erano creatori di atmosfera. Sapevano quale musica avrebbe potuto toccare le emozioni delle persone in quale momento, quando le luci avrebbero dovuto abbassarsi e quando l’intera pista da ballo avrebbe dovuto esplodere.
La generazione digitale e la mancanza di esperienza
Quando Ricky Le Roi afferma che i giovani d’oggi non sanno cosa fosse una discoteca, rivela una dura verità. La generazione odierna ha tecnologia e comodità, ma forse non ha la profondità che un tempo possedevano le esperienze passate. Oggi, le persone ballano una sola canzone in una stanza da sole con le cuffie, o persino in un club, e sono più preoccupate di filmarsi con le telecamere dei cellulari. L’esperienza è diventata più una questione di “mettersi in mostra” che di “vivere”.
La magia della discoteca risiedeva nella sua natura temporanea. Ciò che accadde quella notte rimase – solo i ricordi rimasero la mattina dopo. Oggi, ogni momento viene registrato, ogni emozione viene resa pubblica. Forse è per questo che quella magia, quella spensieratezza, quella libertà di perdersi sono gradualmente svanite. Ricky Le Roi lo dice non con rabbia o critica, ma come qualcuno che ha assistito da vicino alla differenza tra due generazioni.
“Ma rifarei tutto” – Una vita vissuta senza rimpianti
La parte più potente di questa affermazione è l’ultima frase: “Ma rifarei tutto”. Questa frase dimostra che, nonostante i tempi siano cambiati e le culture siano cambiate, Ricky Le Roi non ha rimpianti per ciò che ha fatto. La passione, il rischio e l’onestà con cui ha vissuto la sua vita sono di per sé una vittoria.
Gestire una discoteca non era un compito facile. C’erano rischi finanziari, pressioni sociali e la sfida di comprendere tendenze in continua evoluzione. Eppure, ha scelto quella strada perché credeva con tutto il cuore in quel mondo. Questa affermazione è anche una lezione per la generazione di oggi: non tutto nella vita è permanente, ma se hai vissuto qualcosa con tutto il cuore, anche il dolore della sua fine può essere accettato con orgoglio.
Tempi che cambiano, ma la luce duratura dei ricordi
Il tempo non aspetta nessuno. Le discoteche possono chiudere, le tendenze musicali possono cambiare e le generazioni più giovani possono dedicarsi a cose nuove. Ma alcuni ricordi brillano più luminosi con il tempo. Per Ricky Le Roi, quelle notti, la musica, le persone, tutto è ancora vivo, anche se non in forma fisica.
C’è una sorta di pace nelle sue parole. Questa pace è quella di chi ha vissuto appieno il proprio tempo. Oggi, quando guarda indietro, non esita a dire che, se gliene fosse data la possibilità, rifarebbe tutto. Questo sentimento non è solo nostalgia, ma una profonda espressione di autocompiacimento.
Conclusione: Un’epoca è finita, ma lo spirito vive
Questa citazione di Ricky Le Roi ci aiuta a capire che la cultura non è fatta solo di edifici o tendenze, ma di passioni, relazioni ed esperienze condivise. La discoteca potrebbe non essere più quella di una volta, ma il suo spirito vive nelle persone che l’hanno vissuta, creata e vissuta.
La generazione di oggi potrebbe non conoscere quell’epoca, ma le storie di quelle persone ci ricordano che la vera gioia della vita non risiede nelle comodità, ma nei momenti che ci cambiano. E forse è per questo che Ricky Le Roi può affermare con sicurezza: “Lo rifarei tutto da capo”.
Domande frequenti
Chi è Ricky Le Roi?
Ricky Le Roi è una figura storica della nightlife italiana, protagonista del mondo delle discoteche e della cultura club tra gli anni ’80 e ’90.
Cosa intende quando dice che la discoteca non esiste più?
Si riferisce alla scomparsa della discoteca come esperienza culturale e sociale, non solo come luogo fisico, sostituita da nuovi modi di vivere la musica e la notte.
Perché afferma che rifarebbe tutto?
Perché considera quel periodo un’esperienza autentica e irripetibile, vissuta con passione, senza rimpianti, nonostante i profondi cambiamenti dei tempi.